UMANI E PIANTE

UMANI E PIANTE



"Il nostro mondo è un fatto vegetale, prima di essere un fatto animale”. 

Emanuele Coccia, La vita delle piante.


Da qualche anno sta avanzando un nuovo approccio alla comprensione della vita vegetale. La biologia, la botanica, l’antropologia stanno proponendo una nuova interpretazione del mondo a partire dalla natura simbiotica della vita sul pianeta, che vede le piante come assolute protagoniste. 

L’agro-ecologia contemporanea si pone di diritto all’interno di questo spazio di ricerca, sia a livello teorico che pratico aprendo scenari dinamici e molteplici. 

Per questo ci sembra interessante affrontare il tema della potatura non solo da un punto di vista meccanico/produttivo ma all’interno di un percorso più ampio che riguarda la fisiologia delle piante, la loro storia, il loro immaginario. 


Dal 12 al 15 dicembre SPORE propone quattro giornate di lezione che alterneranno teoria e pratica in campo, provando a tracciare un filo che accompagni lungo il percorso che lega le scienze botaniche alla pratica di potatura della vite e dell’olivo.


NOTA: La parte pratica, in vigna e in oliveto, si terrà con qualunque condizione atmosferica. Si consiglia pertanto una dotazione anti-pioggia e invernale. Ogni iscritto dovrà essere dotato di proprie forbici da potatura.  


GIORNO 1 - GIOVEDI 12 DIC

Dalle 9 alle 18 (pranzo incluso)


"Cosa ne sappiamo del mondo vegetale? Cos’è una pianta? Com’è organizzata al suo interno? Quali meccanismi stanno alla base dei suoi processi vitali?

Questo percorso inizierà in quello che è un luogo privilegiato per iniziare a porsi queste domande. Dove la relazione tra Umani e Piante è concreta. Tra vigne, ulivi, erbe ed alberi.

La prima giornata di corso sarà dedicata a questo spazio conoscitivo. Quello che possiamo imparare in campo dall’osservazione delle piante. Quello che la scienza può insegnarci attraverso lo sguardo della biologia e della fisiologia vegetale. Quali sono alcuni strumenti che possiamo utilizzare per osservare le piante più da vicino. E poi, il modo in cui questa conoscenza può arricchire le trame della nostra relazione agricola con il mondo vegetale.

Scoprire il modo in cui le cellule vegetali si organizzano a formare i tessuti che permettono l’accrescimento della pianta, il trasporto dell’acqua al loro interno, e l’accumulo di sostanze riserva. Conoscere le fasi del ciclo vegetativo e riproduttivo di una pianta legnosa come la vite, ed i fattori che ne influenzano l’andamento. Approfondire i meccanismi con i quali la pianta reagisce a stress ed avversità di natura biotica ed abiotica. Sono solo alcuni esempi di concetti che ci consentono di interrogarci, approfondire e nutrire la curiosità nei confronti delle piante. Ma sono anche le basi per poter costruire una maggiore consapevolezza nel gesto della potatura.

Prima di prendere in mano le forbici da potatura, riserveremo dunque uno spazio per tutto questo. Per camminare tra le vigne ed imparare qualcosa in più sul mondo vegetale, per sedersi e fissare il punto sulle attuali conoscenze scientifiche, per analizzare cosa emerge quando svestiamo una vite della sua corteccia o quando la sezioniamo, per tracciare alcuni concetti teorici che guideranno poi la formazione pratica alla potatura in vigneto."


giorno 2 – venerdi 13 dicembre

dalle 9 alle 17 (pranzo incluso in vigna)


 “Come ci si muove, lungo la pianta, avanti e indietro – sulla foglia di una felce, lungo una liana, lungo il tronco – ci si trova sempre nel mezzo e mai nel centro; nel mezzo del suo consolidamento, nel mezzo della sua consistenza, che sia il nodo di un tronco o la ramificazione di un’appendice.” - “Felci, baobab, licheni” di Veronica Cavedagna e Daniele Poccia


La seconda giornata di corso, tutta dedicata alla pratica di potatura della vite, ci porterà a stretto contatto con il mondo vegetale. Come scrivono Cavedagna e Poccia “il vegetale è un divenire costante”, e cosi la potatura può diventare parte di un processo già iniziato ed in divenire.

Non iniziamo nulla con questo corso di potatura, ma ci poniamo nel mezzo. C’è la cura nella selezione di gemme da altre vigne, la manualità dell’innesto, qualcuno di incurvato o inginocchiato a terra per potare le barbatelle nei loro primi anni, poi l’esperienza e gli esperimenti di chi ha potato prima di noi, ma anche l’effetto delle stagioni, del clima e di tutte le pratiche agronomiche di gestione della fertilità del suolo e di cura per le piante.

imparare, re-imparare, affinare il gesto della potatura ha a che fare con tutto ciò.

Una pratica semplice e complessa, che richiede tempo e che occupa una buona parte del lavoro di chi sta in vigna. Un atto in cui si intrecciano pensieri, flussi linfatici più o meno contorti, meristemi apicali alla ricerca di luce, l’esile separazione tra tessuti vivi e non, delicati equilibri di ecologia microbica nella pianta, sostanze di riserva che la pianta accumula e mobilita, meccanismi di compartimentazione, l’attività del cambio cribro vascolare, e le nostre scelte su come e dove tagliare, su quante e quali gemme lasciare per bilanciarne il carico alla vigoria e ricercare una continuità nel tempo.

Declineremo questi aspetti su tre forme di allevamento della vite (guyot, cordone speronato ed alberello) e poteremo piante a partire dalle fase di impostazione del fusto, fino a vedere come affrontare scelte drastiche che alcune situazioni richiedono.

Questo movimento “lungo la pianta avanti e indietro, […] nello spazio, ma per certi versi anche nel tempo”* aprirà sicuramente a numerose domande, alcune delle quali probabilmente non troveranno risposte univoche. Perché potare con un approccio agro-ecologico, più che una questione di metodo, è una questione di riflessione collettiva, di adattamento alle condizioni che cambiano da vigna a vigna, da una varietà all’altra, di anno in anno.


GIORNO 3 – SABATO 14 DICEMBRE

Mattina dalle 9 alle 13 

Pomeriggio dalle 14.30 alle 17


La terza giornata si aprirà con una mattinata dedicata alla potatura dell’olivo, albero mediterraneo per eccellenza e protagonista indiscusso dei paesaggi agrari di gran parte del nostro paese. 

Sotto la guida di due agronomi - agricoltori approfondiremo la teoria della potatura dell’olivo e poi nel pomeriggio il professor Giuseppe Barbera ci condurrà in un excursus partecipato in merito all’evoluzione del concetto di “paesaggio”, che nato come estetico e’ divenuto sempre più legato a funzioni ecologiche e culturali. 

Il paesaggio come sguardo complesso che guarda alla natura, alla storia, alla percezione. All’ umano e al non umano, al materiale e all’immateriale. La domanda che ci porremo è: il paesaggio salverà il mondo?


GIORNO 4 – DOMENICA 15 DICEMBRE

Dalle 9 alle 12 

Pomeriggio di discussione di gruppo ed eventuale ritorno in campo per chiusura


ALBERI E AGRICOLTURA MEDITERRANEA

"Tra la mollezza lasciva e l'asprezza d'annata"


Dopo esserci concentrati su vite ed ulivo, la mattina della domenica il professor Barbera partirà da queste due coltivazioni simbolo della nostra penisola per arricchire lo sguardo della ricchezza e complessità insite nel paesaggio agrario mediterraneo.

Come possono incontrarsi e stare assieme utilità e bellezza, "la mollezza lasciva e l'asprezza d'annata" (Tomasi da Lampedusa) nel Giardino Mediterraneo, ce lo racconta innanzitutto la storia di Pantelleria, e dei suoi alberi ed arbusti e dei loro frutti. L'olivo "strisciante", i capperi lungo i muri a secco, l'alberello di vite dentro conche scavate nel terreno, la sacralità dell'agrume coltivato all'interno del "jardinu" pantesco. 

L'osservazione e lo studio della peculiarità di quest'isola permettono di addentrarsi nell'ecologia mediterranea, trovare punti d'incontro tra luoghi e coltivazioni diverse che caratterizzano questa terra protesa tra adriatico e tirreno. E ci consentono inoltre di interrogarci su cosa voglia dire fare agricoltura oggi, in questo nuovo regime climatico.

Nel pomeriggio chiuderemo il corso tornando in campo, per un confronto conclusivo e una discussione di gruppo prima di congedarci.


Costo del corso completo: 360 euro iva inclusa (include 4 giornate di lezione, materiali didattici, 4 pranzi)

Il corso partirà con un minimo di 15 partecipanti

Iscrizioni solo su prenotazione scrivendo a spore.scuoladicampagna@gmail.com


SPORE_OFF: venerdi 14 e sabato 15 si chiuderanno con due momenti extra-curricolari e aperti al pubblico, perchè Spore vuole farsi comunità e intende affiancare ai percorsi didattici a numero chiuso altri spazi di condivisione e approfondimento accessibili a tutt*.

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