CHI SIAMO


UNA SCUOLA FATTA DI SPORE


Dopo più di vent’anni di attività agricola, culturale e politica, ci siamo chiesti quale potesse essere il passo ulteriore da compiere per dare ancora più senso al nostro radicamento territoriale e, al contempo, al nostro essere “vignaioli planetari” (secondo una felice definizione dell’epoca “t/Terra e libertà - Critical Wine”).

In questi anni siamo entrati molto spesso in contatto con il mondo della scuola e delle Università, anche perché i nostri stessi percorsi personali si sono arricchiti, nel frattempo, di studio e teoria oltre che di tanta pratica. Ci siamo resi conto di come, al di là delle facili etichette (“biologico”, “sostenibile”, “naturale”, ecc.) il mondo della formazione in agricoltura (ma non solo) fatichi ad elaborare percorsi che riescano davvero a cogliere le complessità dei fenomeni che stiamo vivendo, e a trasmetterli in modo consapevole e fertile ai giovani.

Da un lato ci si concentra su aspetti fortemente specialistici e tecnici, utili ad acquisire singole professionalità, si studiano metodi agricoli da un punto di vista esclusivamente produttivistico, restando lontani da una visione sistemica e da un approccio ecologico e politico alla terra.

Dall’altro c’è la riduzione di qualsiasi ragionamento/apprendimento - anche apparentemente alternativo - al marketing e alla comunicazione, dunque al prodotto finale e alla sua vendibilità. Basti pensare alla sfera del “consumo critico”, a quanto sia stata svuotata di potenza rivoluzionaria l’idea che serve consumare in modo diverso per cambiare il mondo. Oggi, di fronte al collasso climatico acclarato, sappiamo quanto sia limitato questo concetto se rimane incardinato sul gesto del singolo, se non è affiancato a una visione politica collettiva e plurale.

E tutto ciò paradossalmente accade in un momento in cui, invece, la ricerca e la produzione scientifica sul tema dell’ecologia vivono un momento a nostro avviso esaltante. Pensiamo al lavoro di tanti filosofi, antropologi, sociologi, botanici, microbiologi che a partire da temi come la crisi climatica e l’Antropocene stanno sviluppando analisi, riflessioni, e stanno costruendo un nuovo approccio, forse un nuovo paradigma. Sono le “Environmental humanities” - difficilmente traducibile in discipline umanistiche ambientali - cioè un ambito di ricerca fortemente interdisciplinare che tenta di mettere assieme scienze naturali e umanistiche a partire dal cambiamento radicale delle riflessioni sui concetti di Natura e Cultura, non più separabili all’origine come per secoli il sapere occidentale-capitalistico ha cartesianamente fatto.


COLLETTIVO SPORE

Valeria Bochi

Direttrice scuola

Referente area antropologica

Giulio Masato

Referente area agronomica

Corrado Dottori

Referente area economica

Ilaria Bussoni

Referente area filosofica

Emanuele Tartuferi

Referente area degustazioni

e nuovi immaginari

Giorgia Liberati

Referente area microbiologia del suolo 

COMUNICAZIONE SPORE

Luca Martinelli

Ufficio Stampa

Daniela De Santis

Grafica e immagine coordinata

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